Assisi è stato un piccolo cerchio che si chiude.
Un cerchio che ha iniziato la sua traiettoria in Umbria a settembre 2022, in quel di Strabismi, dove Fulvia Angeletti, che con un’energia incredibile dà vita al Piccolo Teatro degli Instabili di Assisi, ha scelto il nostro Mani di Sarta per programmarlo nel suo teatro.
Scelto quando lo spettacolo ancora non era finito (mancava Crocifissa e non presentammo la parte su nonno Nello), scelto perché ha voluto darci fiducia. Se ne è presa cura, come tutti hanno fatto nel contesto di Strabismi. Come si è presa cura di noi nella giornata di ieri, passata insieme a chiacchierare e a raccontarsi dentro e fuori dal palco, intorno alle tavole del palcoscenico e intorno al tavolo del Ristorante San Francesco (altro suo pezzo di cuore).
Lei e Marco Andreoli si sono, così, presi cura anche di Maria e di tutti i personaggi di questo racconto, portando al pubblico presente una storia che non conoscevano e che ora si portano dentro; una storia che non appartiene solo al nostro territorio, ma ad un’Italia intera.
Il pubblico ha così seguito, con silenzio e dedizione, alle storie di Maria, di nonna, e di tutti coloro che sono gravitati intorno alla sua macchina da cucire: c’è chi non conosceva la storia, chi l’aveva sentita solo di riflesso, chi si era informato sulla vicenda della Valle del Sacco, riconoscendola come una storia fin troppo diffusa in questa nostra Italia.
Che dire: grazie grazie grazie!

In questa foto il libro del Piccolo Teatro degli Instabili: un libro cominciato dal padre di Fulvia 20 anni fa, all’apertura del teatro, libro nel quale tutti coloro che sono passati da lì hanno lasciato la loro firma. Ci sono le firme di Albertazzi, di Gianrico Tedeschi, di Lavia.
È stato emozionante lasciare anche il nostro messaggio, un’emozione che ci porteremo dietro per tutta la vita. Il senso della memoria personale. Intima.