Che la data di Colleferro potesse essere una replica speciale per Mani di Sarta lo pensavamo e speravamo. E, grazie a tutti i presenti e al Comune di Colleferro, si è rivelata tale.
È stato emozionante, a tratti soverchiante, vedere la sala piena: ho sentito la vostra presenza ogni minuto. Grazie di aver reso la serata una sorta di rito collettivo in un luogo nevralgico di questa vicenda; senza esagerazione, questo per me è stato.
Ho apprezzato le parole del sindaco Pierluigi Sanna , sentite e sincere.
C’è, a margine, un’ultima considerazione: in queste dieci repliche di Mani di Sarta è accaduto spesso (sempre) di essere fermati a fine spettacolo da tante persone del pubblico che ci hanno voluto raccontare la propria esperienza rispetto a questa storia. È un lascito importante, che a mio umile avviso, testimonia come ancora ci sia bisogno di metabolizzare questa vicenda. Non solo questa, ma anche quelle che ci hanno affidato dopo le esperienze in Trentino, in Umbria o in Veneto. Storie delle quali prendersi cura, per non lasciarle andare all’oblio del tempo, per farle diventare un racconto collettivo. Non solo di questa terra, ma dell’Italia intera. Una nuova visione dei territori parte anche da questo: dal conservare il retaggio emotivo legato ai luoghi che viviamo. E, forse, il contenuto del nostro spettacolo avrà bisogno di prendere anche nuove forme, non necessariamente teatrali, e su questo ragioneremo.
Grazie a tutti