Dantedì

#DanteDì

#ilnostroDante è nelle parole del canto di Cacciaguida, il XVII del Paradiso.
È da lì, come mi ha insegnato Paolo Carnevale lavorando sul nostro spettacolo, che parte tutta la letteratura civile: dire la verità pur sapendo che ci costerà molto, o tacere per evitare guai?

“Coscïenza fusca
o de la propria o de l’altrui vergogna
pur sentirà la tua parola brusca.
Ma nondimen, rimossa ogne menzogna,
tutta tua visïon fa manifesta;
e lascia pur grattar dov’ è la rogna.”

Il valore della verità è superiore a qualsiasi altra cosa. Scrivi ciò che DEVI scrivere. Porta in scena ciò che DEVE essere detto.”… Tanto chi ha scheletri nell’armadio si offenderà comunque”.
E ricorda:

“Ché se la voce tua sarà molesta
nel primo gusto, vital nodrimento
lascerà poi, quando sarà digesta”.

Il coraggio del dubbio non è una scelta facile.
Ma ne vale la pena.
Buon DanteDì

Pubblicato da Andrea Di Palma

Attore, autore, narratore.

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